SE IL DECRETO CRESCITA FA CRESCERE POSTE ITALIANE

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Poste Italiane Spa sarà il soggetto che consentirà l’accesso ad alcune aree di servizi digitali delle pubbliche amministrazioni. Tali aree dovranno essere individuate con appositi decreti del presidente del consiglio, che dovranno anche individuare le categorie di utenti ammesse alla fruizione dei servizi individuati, nonché il livello e le modalità delle prestazioni da fornire, ma il principio è stato posto e Poste Italiane, in qualità di fornitore del servizio universale postale, aumenterà notevolmente il suo volume di attività.

Questo è quanto prevedono i commi da 9-bis a 9-octies dell’articolo 29 del decreto legge sulla crescita economica.

Le disposizioni prevedono la stipula di una convenzione tra lo stato e Poste Italiane per questo nuovo servizio. Ovviamente Poste riceverà un contributo economico il cui importo sarà individuato sempre con Dpcm. Al momento la norma prevede la costituzione di un apposito fondo presso il Mef al quale saranno versati gli introiti derivanti dalla distribuzione degli utili delle partecipate statali, entro il limite massimo di 15 milioni di Euro.

Poste potrà consentire l’accesso anche alle aree dei servizi digitali delle pubbliche amministrazioni non statali.

Il comma 9-sexies prevede che nel caso in cui l’accesso ai servizi digitali delle pubbliche amministrazioni necessiti di identificazione degli aventi diritto, tale identificazione è effettuata dal personale di Poste in qualità di incaricato di pubblico servizio.

Il comma 9-novies prevede inoltre che ad un soggetto che sia in grado di assicurare la gestione di servizi pubblici, un’esperienza pluriennale maturata nei servizi finanziari di pagamento effettuati a sportello, elettronicamente anche in mobilità ed evoluti, esperienza pluriennale nella gestione di carte prepagate realizzate dalla pubblica amministrazione, e presenza capillare nel territorio nazionale di infrastrutture fisiche e logistiche, possa essere affidata da parte di Enit la realizzazione e la gestione di una carta che consenta l’acquisto di beni e servizi nell’ambito del turismo e dell’enogastronomia.

Questi commi sono stati introdotti nel decreto a seguito della riformulazione di un emendamento presentato dalla lega, il 29.01.