Lukaku al Napoli? Ecco la norma che può facilitarne l’arrivo

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I principali giornali sportivi italiani scrivono di una norma, inserita nel decreto legge sulla crescita economica (c.1807), che favorirebbe l’acquisto da parte di società di calcio italiane di calciatori stranieri, anche con ingaggi importanti, perché questi ultimi potranno usufruire di uno sconto fiscale dal 70 all’80 per cento dello stipendio percepito.
La norma in questione è l’articolo 5 del decreto, la cui rubrica, che a questo punto appare leggermente equivoca, recita “Rientro dei cervelli”.


La disposizione prevede che i redditi da lavoro dipendente e quelli assimilati al lavoro dipendente, oltre ai redditi da lavoro autonomo prodotti in Italia da lavoratori che trasferiscono la residenza nel territorio dello Stato sono tassabili al 30% al ricorrere di determinate condizioni.
La prima riguarda il fatto che i lavoratori non debbono aver risieduto in Italia per i due precedenti periodi di imposta e debbono risiedervi per almeno due anni. La seconda è che l’attività lavorativa deve essere prestata prevalentemente in Italia.
Sempre l’articolo 5 del decreto prevede un ulteriore sconto fiscale, portandolo dal 70 all’80% se il lavoratore stabilisce la residenza in una regione meridionale.


Poiché la norma fa riferimento generico ai lavoratori essa vale ovviamente per lavoratori stranieri, che non hanno mai risieduto in Italia, e che dunque entrano per la prima volta ( e non rientrano come potrebbe fare un Italiano) nel nostro paese.
In questo senso la norma è applicabile anche ai calciatori e dunque se per esempio il calciatore Lukaku, attualmente in forza al Chelsea, fosse ingaggiato dall’Inter con uno stipendio di 10 milioni all’anno, dovrebbe pagare imposte solo per 3 milioni. Se invece Lukaku fosse ingaggiato dal Napoli sempre a 10 milioni l’anno le imposte da pagare sarebbero calcolate su 2 milioni anziché su 3.
Va detto che la norma su cui interviene l’articolo 5 del decreto, e cioè l’articolo 16 del decreto legislativo 147/2015, già si riferiva ai lavoratori in generale e dunque anche a quelli stranieri, il decreto crescita ha solo aumentato il vantaggio fiscale elevandolo dal 50 al 78/80% e aumentandone il tempo di applicazione (che può arrivare fino a 5 anni).